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Girone di Andata 14-04-2009 19:31:40 admin
Prandelli, la speranza di una nuova cultura sportiva PDF Stampa E-mail
Scritto da Don Claudio Paganini - Consulente Ecclesiastico Nazionale   
Lunedì 05 Luglio 2010 15:11

Trapattoni portava l’acqua santa in panchina. Maradona segue la nazionale argentina con un rosario in mano. Ogni grande allenatore ha una sua piccola scaramanzia, religiosa o meno. Ma da Cesare Prandelli mi aspetto di più: uno scambio di doni tra la sua competenza e le nostre aspettative! Qualcosa che, attraverso il dono, possa significare come sotto la scorza contadina della bassa bresciana si celi la sapienza di chi conosce i tempi della semina e l’astuzia per ammassare un buon raccolto. Sarà che appartengo alla stessa terra orceana; sarà che ho vissuto la scuola media con Cesare; sarà che ora mi occupo di sport dal versante educativo ecclesiale; sta di fatto che pensare alla nuova avventura professionale di Cesare Prandelli reclama un supplemento di grazia spirituale, una sorta di “vaccinazione dall’alto” contro i luoghi comuni dei discorsi al Bar.

Tutti li conosciamo: prima di ogni gara, qualche milione di italiani dichiarerà che, al posto di Prandelli, avrebbe fatto altre scelte; ad ogni gara vinta tutti sul carro a festeggiare ed a ogni gara persa tutti a lanciare accuse. E la stampa sportiva perdonerà il calciatore che non segna e condannerà il mister che lo ha messo in campo. Rosari ed acqua santa ti serviranno, caro Cesare, non per vincere le partite, ma per non perdere la fede in questa umanità che, poco sportivamente, si riconosce soltanto nei vincitori e non apprezza il paziente lavoro del contadino che semina, zappa e fatica, e che per colpa di un temporale estivo perde il raccolto. Da sacerdote, educatore e tifoso, mi aspetto che il tuo lavoro nobiliti le passioni sportive e che, nel tempio del dio pallone, prevalga la logica del dono. Il primo dono sia la “fiducia”: valore indiscusso su quanto puoi e sai fare, sulle tue qualità umane, sulle competenze sportive, sui sacrifici e le solitudini vissute per giungere a questo incarico. Un altro dono controcorrente da mettere ogni volta sull’erba del campo da gioco, è di rafforzarci nella “speranza”. Forse perché ci sei stato d’esempio nel viverla attraverso le vicende personali e famigliari, di certo questo dono ti trova competente e preparato. Senza speranza non si può vivere né insegnare a vivere. Sogno allora che la speranza possa venire offerta all’intera famiglia sportiva nazionale perché maturi e cresca di cultura. Sogno che tu possa ridare speranza al cuore dei tifosi perché la passione educhi alla vita. E questi, fiducia e speranza, sono i doni che i grandi campioni dello sport sanno trasmettere